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Pidgin & Facebook: problemi su Ubuntu Karmic

Pidgin FacebookNon me ne vogliate, ma Empathy proprio non mi piace, anche perché non sono riuscito a far funzionare la chat di Facebook (che dovrebbe funzionare comunque, visto che alla fine è tutto in salsa Purple). E poi Empathy è proprio brutto. Non mi piace. Ecco.

Detto questo, da alcune settimane avevo notato difficoltà a fare il login su Facebook da Pidgin (versione 2.6.2 come da repository ufficiali Canonical per Ubuntu Karmic). La chat di Facebook, che su Pidgin si utilizza tramite il plugin pidgin-facebookchat, pur essendo accessibile dall’esterno e documentata, non rispetta uno standard consolidato come l’XMPP. Lo farà in futuro, ma per il momento è possibile, e anche probabile, che alcune modifiche al protocollo la rendano inutilizzabile dai software di terze parti.

E così è successo per Pidgin su Karmic. La soluzione è semplice: basta installare una versione aggiornata del plugin. Il deb, che va bene sia per Ubuntu che per Debian1, si trova alla pagina principale del progetto Pidgin Facebook Chat. Basta scaricarlo e installarlo (bastano un paio di click con il mouse, non pensiate di usare ancora il terminale!) per risolvere il problema.

Giacché siamo in vena di aggiornamenti, suggerisco anche di inserire nei propri repository il PPA ufficiale degli sviluppatori di Pidgin. Chi utilizza Karmic Koala (che personalmente consiglio vivamente) può aggiungere il nuovo repository inserendo dal programma Sorgenti Software (dal menu Sistema -> Amministrazione) la riga:

ppa:pidgin-developers/ppa

Istruzioni più complete e che funzionano anche sulle altre release di Ubuntu sono presentate in dettaglio nella pagina di Pidgin dedicata alla distribuzione africana. Una volta completato l’upgrade, la versione di Pidgin passerà dalla 2.6.2 (dei repository di Karmic) alla 2.6.3 che è invece la release più recente.

I più pigri possono installare sia Pidgin che il plugin per Facebook cliccando su questi due link (magie dell’APT):

  1. Non si ricorda mai abbastanza che Ubuntu senza Debian non avrebbe mai iniziato e non potrebbe continuare []

L’uso frustrante di Gstreamer e Sound Juicer

VioloncellistaSound Juicer è il lettore CD di Gnome, nonché programma adibito all’estrazione dei CD e alla trasformazione delle tracce in un formato compresso: installando tutti i plugin brutti e cattivi di gstreamer si riesce a usare molti formati: MP3, AAC (quello dell’iPod), Ogg Vorbis, Flac e Wave.

I problemi iniziano già subito: in Sound Juicer non è possibile modificare alcuni dettagli delle informazioni che verranno scritte nei file. Non è possibile aggiungere le note, l’autore, l’anno del disco. Ci si può limitare solo a quello che compare nella finestra principale: autore, titolo del brano, album e genere. Se a voi basta, a me certamente no. Per la musica classica, ad esempio, è mia consuetudine aggiungere l’elenco degli esecutori (orchestra, direttore, ecc.) nelle note. Inoltre, se si decide di usare il formato AAC, a mio modesto parere è quello che si sente meglio, su Ubuntu non esiste un solo programma in grado di modificarne i tag (correggetemi se sbaglio): quindi bisogna accontentarsi, e se si sbaglia occorre importare nuovamente il brano. A questo si può rimediare se si usa RhythmBox, che lascia all’utente un po’ più di spazio nella gabbia dell’(in)usabilità.

Detto questo è meglio usare l’MP3, che almeno funziona un po’ dappertutto. Una rapida sbirciata alla documentazione e si diventa in grado di modificare le chain di Gstreamer utilizzate da Sound Juicer per convertire i file. Infatti l’MP3 a 128 Kb/s non è un granché, ed è meglio codificare usando il Variable BitRate (VBR). Teoricamente, sarebbe sufficiente modificare nella chain Audio MP3 la parte relativa a lame in questo modo:

lame vbr=new vbr-mean-bitrate=192 vbr-quality=0

tutte opzioni documentate a cui si può accedere tramite

gst-inspect lame | less

Peccato che così facendo il file risultante avrà una lunghezza dichiarata cinque o sei volte maggiore del reale, colpa di Gstreamer. Meglio spiegare: Gstreamer per codificare gli MP3 utilizza la libreria liblame, che non è altro che il motore di Lame, LAME Ain’t an Mp3 Encoder, uno dei migliori encoder MP3 sulla piazza. Lame, però, con le stesse opzioni crea il file senza che si presenti alcun problema: le stesse opzioni usate tramite Gstreamer portano inesorabilmente ad un file che si sente bene, ma la cui durata è errata. Che, per quanto l’esperienza sonora resti, intatta può essere abbastanza seccante.

La cosa che fa più riflettere è che questo baco è noto almeno dal 16 marzo 2006 (un anno e mezzo fa) e che da allora nulla si è fatto per risolverlo. Magari gli sviluppatori erano troppo impegnati a vendere plugin proprietari tramite Fluendo.

E pazienza se Sound Juicer ha tre pulsanti in meno, ma io pur usando Gnome i CD me li carico usando KAudioCreator, che non usa Gstreamer, ma direttamente Lame. E funziona.
Sarò paziente: il quarto drago è vicino e ci brucerà tutti.