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Let’s call it inspiration

If this comes to official repositories, we could say that eventually Gnome stopped copying from MacOSX and started copying from Unity.

Vedremo

Matt Zimmermann parla dei piani per la prossima Ubuntu, non tanto per quello che andrà ad animare la versione Lucid Lynx ma per come si arriverà al rilascio finale. Prelievi dalla versione “testing” di Debian invece che dalla “unstable” e un periodo di beta più lungo dovrebbero ridurre il numero di bachi. Che, è triste dirlo, sono decisamente troppi per un sistema destinato alla “produzione”.

L’appuntamento è per il 29 aprile 2010. Staremo a vedere.

Pidgin & Facebook: problemi su Ubuntu Karmic

Pidgin FacebookNon me ne vogliate, ma Empathy proprio non mi piace, anche perché non sono riuscito a far funzionare la chat di Facebook (che dovrebbe funzionare comunque, visto che alla fine è tutto in salsa Purple). E poi Empathy è proprio brutto. Non mi piace. Ecco.

Detto questo, da alcune settimane avevo notato difficoltà a fare il login su Facebook da Pidgin (versione 2.6.2 come da repository ufficiali Canonical per Ubuntu Karmic). La chat di Facebook, che su Pidgin si utilizza tramite il plugin pidgin-facebookchat, pur essendo accessibile dall’esterno e documentata, non rispetta uno standard consolidato come l’XMPP. Lo farà in futuro, ma per il momento è possibile, e anche probabile, che alcune modifiche al protocollo la rendano inutilizzabile dai software di terze parti.

E così è successo per Pidgin su Karmic. La soluzione è semplice: basta installare una versione aggiornata del plugin. Il deb, che va bene sia per Ubuntu che per Debian1, si trova alla pagina principale del progetto Pidgin Facebook Chat. Basta scaricarlo e installarlo (bastano un paio di click con il mouse, non pensiate di usare ancora il terminale!) per risolvere il problema.

Giacché siamo in vena di aggiornamenti, suggerisco anche di inserire nei propri repository il PPA ufficiale degli sviluppatori di Pidgin. Chi utilizza Karmic Koala (che personalmente consiglio vivamente) può aggiungere il nuovo repository inserendo dal programma Sorgenti Software (dal menu Sistema -> Amministrazione) la riga:

ppa:pidgin-developers/ppa

Istruzioni più complete e che funzionano anche sulle altre release di Ubuntu sono presentate in dettaglio nella pagina di Pidgin dedicata alla distribuzione africana. Una volta completato l’upgrade, la versione di Pidgin passerà dalla 2.6.2 (dei repository di Karmic) alla 2.6.3 che è invece la release più recente.

I più pigri possono installare sia Pidgin che il plugin per Facebook cliccando su questi due link (magie dell’APT):

  1. Non si ricorda mai abbastanza che Ubuntu senza Debian non avrebbe mai iniziato e non potrebbe continuare []

Ubuntu One arriva fino a 50GB (pagando)

h1_logoIl servizio Ubuntu One di Canonical, sale fino a 50GB al mese pagando 10$ al mese, arrivando a costare solo un centesimo in più rispetto a Dropbox. Quest’ultimo conserva comunque numerosi vantaggi: gira anche su Windows, su Mac e su iPhone. E poi il servizio “base” da due giga si può allargare fino a tre, e senza nemmeno troppa fatica. Già a cliccare qui, uno si registra con 250MB in più.

Finalmente un supporto abbordabile per Ubuntu

Canonical Services

Non nascondo che l’elevato costo del supporto ad Ubuntu offerto da Canonical mi aveva sempre fatto arricciare un po’ il naso. più di 200€ all’anno mi sembravano un po’ esagerati, almeno così mi pareva per un utente casalingo alle prime armi con Linux.

Le nuove soluzioni di Canonical, definite “Canonical Services“, si pongono invece su un piano decisamente più vicino al portafoglio di un utente medio. Il piano base prevede supporto via email (niente telefono, ok?) 9 ore al giorno esclusi sabato e domenica per un totale di 40,64 € al cambio attuale. Considerando che il più onesto degli “assistenti” vi chiederà almeno 20€ più tasse, e soprattutto valutando che il sistema operativo in sé è gratis (cioè lo scaricate senza pagare e senza sentirvi in colpa) il gioco vale decisamente la candela. Se però non sapete l’inglese… beh… non è un mio problema.

Firefox: Eula o non Eula, questo è il problema!

Mozilla ha scritto a Canonical, la ditta che materialmente mette insieme Ubuntu, che la smettano di distribuire Firefox senza che gli utenti prendano atto e accettino le condizioni della licenza d’uso (EULA – End User License Agreement). Canonical ha ricevuto e ha messo al primo avvio del browser l’accettazione della licenza, manco fossimo su Windows.

La polemica infuria e molti vorrebbero che IceWeasel (o ABrowser, o quant’altro) o al limite Epiphany ne prendessero il posto come browser principale. Secondo me bene fa Shuttleworth ad accettare le condizioni imposte da Mozilla (in pratica è solo una questione di marchio) per una serie di motivi:

  • Firefox è un prodotto che molti già conoscono. È usato dal 20% degli utenti (almeno di quelli che navigano) mentre Ubuntu si perde tra le cifre decimali;
  • È giusto tutelare i marchi. Ubuntu è un marchio registrato, Canonical è un marchio registrato e perfino Linux è un marchio registrato. Ciò non toglie che le maniere di Mozilla siano quanto meno discutibili.

Sarebbe però una mossa estremamente gradita da parte di Mozilla (il sasso l’hanno buttato loro) trovare un accordo con Canonical piuttosto che chiedere ad ogni utente di sottomettersi alle regole del mercato. Oppure, meglio, semplicemente smetterla con questa storia e trovare un’altra maniera per tutelare il proprio marchio e fare in modo che il browser sia effettivamente e completamente open. Insomma gli altri brand non chiedono accettazioni di licenze o sottomissioni varie: ci mancherebbe altro che per usare Linux dovessimo inventarci qualcosa del tipo IcePenguin.

Se proprio ‘sta cosa ce la dobbiamo sorbire, allora tanto vale trovare un modo educato per proporla all’utente: l’ultima build che ho provato mostra la EULA in una scheda e la cosa non turba più di tanto, anche se mi piacerebbe sapere se per Mozilla è sufficiente.

Un’altra maniera potrebbe essere quella di mettere l’EULA di Firefox all’interno della licenza di Ubuntu mostrata durante l’installazione (così è sicuro che nessuno la legga). C’è però da considerare che Ubuntu non mostra una licenza di utilizzo (capito Mozilla? Ecco come si fa!), o almeno non me l’ha mostrata quando ho provato ad installare quella che tra un meze e mezzo sarà la 8.10 Intrepid Ibex. Inoltre questa soluzione non è applicabile alla versione live… Insomma teniamocela in una scheda e che si veda una volta sola e mai più1 .

In definitiva nonostante tutto io voto per Firefox®, anche se ho un debole per Epiphany, specialmente se accoppiato con WebKit2 .

  1. magari solo dopo gli aggiornamenti []
  2. sto preparando una nuova build di Epiphany con WebKit… Restate sintonizzati []