Equo compenso
January 17, 2010 – 9:29 am
Questa dell’equo compenso è una storia che farà incazzare in parecchi. Tra cui anche me.
Non vedo perché io debba essere considerato un delinquente a prescindere: presunto colpevole, vostro onore. Su ogni supporto di memorizzazione1 è stata introdotta una tassa da pagare al momento dell’acquisto. Questa tassa serve a risarcire la SIAE (se e quanto poi arrivi agli autori è un altro paio di maniche) per i mancati introiti dovuti alla pirateria. In pratica si suppone che ognuno di noi comprasse hard disk e schede di memoria non per tenerci su le proprie foto, i propri documenti e i propri backup, ma per tenerci film e musica scaricata illegalmente.
Ad uno studente potrebbe capitare, ad esempio, che la tassa sulla pennina USB su cui tiene la tesi finisca per risarcire Al Bano. Lo studente avrebbe tutte le ragioni per incazzarsi.
Giacomo Dotta, mio ex capo, l’unico ad avermi licenziato per ora2, ha avuto la bella idea di farsi due conti (io ho applicato la tabella pubblicata sul blog di Federico Ferrazza sull’Espresso). Voglio fare lo stesso.
- Computer con disco da 500GB: 28,96€
- Scheda di memoria da 2GB: 3,86€
- Scheda di memoria da 256MB: 3,22€
- Scheda di memoria da 4GB: 3,86€
- Due dischi esterni da 500GB: 28,96€ + 28,96€
- iPod da 16GB: 5,15€
- Scheda di memoria da 1GB: 3,22€
- Due telefoni come memoria interna di mezzo GB: 3,22€ + 3,22€
- Penna USB da 8GB: 4,51€
- Penna USB da 512MB: 3,22€
Ovvero la bellezza di 120,36€, centoventieuroetrentaseicentesimi.
(Ho escluso DVD e CD che ho sparsi qua e là, con backup e dischi di ripristino)
Centoventi euro che non avrei potuto spendere (e che andando così le cose non spenderò) né in cinema, né in libri, né in musica.












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One Response to “Equo compenso”
By Giacomo Dotta on Jan 17, 2010