Considerazioni di un ciclista fuori forma
July 5, 2009 – 11:08 am
Ho ripreso ad andare in bici. La sera fa troppo caldo oppure piove, e allora ci vado la mattina. Sveglia alle sei e mezzo, il tempo di uccidere la pigrizia e per le sette e un quarto sono in strada (c’è un quarto d’ora che riguarda trovare le chiavi del box, trovare le scarpe, un telefono carico, scendere al secondo interrato, raggiungere il box, aprire, prendere la bici, appoggiarla un attimo fuori, richiudere, risalire con la rampa pant! pant!, aprire il cancello grande, occhio alle macchine e via… ci vuole una certa forza di volontà).Di domenica a quell’ora c’è poca gente, solitamente anziani che portano a spasso il cane, o il contrario, non saprei. Le cose più interessanti sono però le più inusuali. Come i cinesi che fanno jogging a due a due. O un alpino seduto davanti al genio guastatori che piange. L’alpino, non il genio guastatori. E due signori vicino a una fontana che parlano di qualcuno che vive segregato in casa come fosse agli arresti domiciliari. E ancora: una microcar che fa rallenta, si ferma e mi fa passare, unico caso finora da me incontrato di microcar gentile e rispettosa.
All’inizio fai fatica, poi il sangue comincia a circolare un po’ più fluido e impari (di nuovo) a prendere il fiato giusto. Ti fanno solo un po’ male le mani, manubrio scomodo, ma in compenso sparisce il prurito alle parti basse. Non sono abituato a grattarmi lì sotto, ed essermi svegliato stamattina con questa strana voglia di scongiuri mi aveva messo di malumore. Quindi, tanto di guadagnato.
Domani si ripete. Sempre che ne abbia ancora voglia.
