La salute romana
September 15, 2008 – 3:56 amQuello che segue è roba vecchia, l’ho trovata tra i fogli sparsi. Lo metto su giusto per fare archivio. E tanto per essere aggiornati: c’hanno provato a trovare un reato per le parole di Grillo, me senza successo.
Grillo è estremo e la cosa piace ai giornalisti. Non per le sue idee ma per la sua innata capacità di fornire lo spunto per i titoloni che fanno vendere e che si fanno leggere. Il titolo. Il contenuto non lo legge nessuno. E chi c’ha il tempo?
Gli investitori americani sono preoccupati per la salute di Steve Jobs, padre padrone di Apple. Non che gliene freghi veramente, è che se Steve Jobs avesse veramente quel cancro di cui si vocifera loro lo vogliono sapere per capire cosa potrebbe succedere ai loro soldi. Nulla di più.
Grillo ha applicato un ragionamento simile, anche se in direzione inversa: se Napolitano ha firmato senza fiatare leggi razziste, emendamenti in stile Fattoria degli Animali (è un esempio che usano tutti perché Orwell ci aveva visto maledettamente lontano) allora forse non sta bene. Perché, mio caro Presidente, non puoi svendere la mia dignità e la dignità di un paese di cui cerco in tutti i modi di andare fiero in nome del dialogo. Su questo, è giusto dirlo, Grillo è perfettamente in accordo con me (sono un po’ egocentrico).
L’articolo di Grillo sul suo blog ha suscitato indignazione, polemica, tumulto e quanti altri aggettivi altosonanti e vuoti vogliate metterci. Secondo Scalfari le accuse di Grillo andrebbero perseguite dalla magistratura in quanto vilipendio. Quando poi Bossi mostra il medio all’inno d’Italia, in tal caso si parla di bravata. Senza contare che il vaffanculo di Grillo è rappresentato dall’indice e dal medio a mo’ di V.
In realtà Scalfari centra in pieno il problema (e grosso modo scrive cose che tutti sappiamo) e mostra come anche a 84 anni si riesce ancora ad afferrare il problema. C’è da sperare che Napolitano, che di anni ne ha 83, possa imparare da qualcuno un po’ più anziano di lui.
Si possono dire le cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste. – Umberto Eco
