Indietro non si torna: lettera a Zapping su Carnevale e Di Pietro [Aggiornato]

July 7, 2008 – 5:15 pm

do - Foto di mr. nigeGentilissimo dottor Forbice,
innanzitutto mi permetta di farle i complimenti per la sua trasmissione che, quando posso, seguo.
Alcune sere fa lei ha letto le dichiarazioni fatte dal giudice Corrado Carnevale riguardo alcuni aspetti della situazione Italiana, in particolare su Antonio Di Pietro e sull’apparente abuso delle intercettazioni telefoniche.

Mi è dispiaciuto, e tanto, che lei abbia letto così, senza avere null’altro da dire, le parole di Carnevale. In particolare da un giornalista del suo calibro mi sarei aspettato la precisazione che per quanto sia “da comuni mortali” rivolgersi ad una banca per un prestito piuttosto che ad un privato1 (i miei genitori sono banca o privato?) Di Pietro accettò senza batter ciglio l’indagine sul suo conto e ne uscì pulito. Da quella come da tutte le altre inchieste che ci furono sia sul Di Pietro giudice che sul ministro. A proposito di quest’ultimo incarico, inoltre, occorre ricordare che non appena ricevuto l’Avviso di Garanzia l’allora ministro dei Lavori pubblici del governo Prodi presentò le sue dimissioni (usanza che pare essersi smarrita). Anche in quel caso il tutto si concluse con un banale “Il fatto non sussiste”. Pertanto, seppure è lecito sospettare al fine di dissipare ogni dubbio sulla condotta di tutti i cittadini, siano essi sarti, ministri o imbianchini, Carnevale punta il dito su un problema che difatti non c’è.
Andando oltre, Carnevale si dice pentito di aver promosso Di Pietro al concorso in Magistratura. Pentito perché chiuse un occhio su alcune lacune del candidato. Eppure la cosa mi appare quanto meno incoerente: non per le eventuali lacune, che comunque mi pare non abbiano in seguito interferito con il corretto svolgimento del suo compito, ma per la precisione e la puntigliosità per cui proprio Carnevale è famoso, tanto da essere stato soprannominato l’ammazza-sentenze: decine di mafiosi condannati in via definitiva si vedevano annullata la sentenza per la mancanza di un timbro. Timbro necessario, come la legge prescrive, e che mi permette di dire che ben ha fatto Carnevale a rigettare la sentenza. E noti, la prego, che non tiro in ballo l’inchiesta per il suo coinvolgimento con Cosa Nostra (la quale era il principale beneficiario della sua puntigliosità) poiché Carnevale è stato assolto in Cassazione per quelle vicende. Per tanto è innocente. Esattamente come chi si fa prestare cento milioni da un privato.
Con stima,
Michele C. Soccio

PS
Le sarei infinitamente grado se smettesse di giocherellare con la penna a scatto mentre è in onda: è una cosa estremamente fastidiosa. Grazie.

Aggiornamento

Dopo circa un giorno, Aldo Forbice mi ha risposto:

Mi sono limitato a leggere solo una dichiarazione di un alto magistrato (peraltro prosciolto da accuse infamanti). Tutto qui. Questo non l’autorizza a emettere giudizi non proprio corretti.

Nessun gioco con la penna, ma solo il rumore del mouse.

Cordiali saluti.

Aldo Forbice

A questo punto mi sono sentito in merito di rispondere a mia volta.

Gentilissimo Forbice,
la ringrazio per la veloce risposta. Tuttavia voglio ribardirle che in quanto cittadino libero ho tutto il diritto di avere giudizi sugli avvenimenti e sugli stessi giudizi di altre persone. Lei può dissentire dalle mie idee o da quelle di tanti altri cittadini, ma di certo non può dirmi se sono autorizzato o no ad esprimere giudizi (in quanto convinzioni e valutazioni personali, non certo sentenze). Per quanto riguarda le accuse infamanti al giudice Carnevale: anch’io nella mia lettera sottolineo che Carnevale è stato prosciolto da ogni accusa. Ho solo sottolineato che anche Di Pietro è stato dichiarato pienamente innocente sui fatti che Carnevale cita, fatto che sia Carnevale sia chi ha letto le dichiarazioni dell’alto magistrato hanno evitato di dire.

Nell’attesa di ascoltare la puntata di stasera, saluto cordialmente lei e i suoi ospiti.

Michele C. Soccio

  1. Di Pietro ricevette un prestito di cento milioni di lire da un imprenditore privato, Gorrini allora presidente della Maa Assicurazioni, oltre ad altri favori, tra cui alcuni incarichi per la sua compagna e un lavoro per suo figlio. Di Pietro venne giudicato innocente, e come ci si aspetta da un prestito restituì il danaro. Anni dopo Gorrini venne condannato a tre anni di carcere per appropriazione indebita: aveva rubato dalle casse della Maa ben 49 miliardi []
  1. One Response to “Indietro non si torna: lettera a Zapping su Carnevale e Di Pietro [Aggiornato]”

  2. Non hai usato l’apertura ufficiale, per questo sei stato segato:
    “Buonasera dottore a lei e a tutti i suoi ospiti, intanto volevo fare i complimenti per la trasmissione, poi vorrei aggiungere…”

    By Edoardo on Jul 18, 2008

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