Moratti non farmi ridere

December 7, 2007 – 7:40 am

Pirellone skyscraper - Foto di Ciccio Pizzettaro Arrivo un po’ in ritardo, come al solito. È che certe cose le devo digerire.

Comunque: Moratti, sindaco di Milano, se ne è uscita con una lettera al Corriere della Sera, in cui spiega le ragioni per cui Milano è una città leader, che guida lo sviluppo dell’Italia. E già lì ho cominciato a sorridere. Perché, a tutti quelli che non lo sappiano di già, voglio dire una cosa, una piccola verità: a Milano la gente tende a sopravvalutarsi e contestualmente a sminuire il resto. È un processo che si incontra anche negli studenti universitari: «La mia facoltà è migliore della tua, noi studiamo di più, sicuramente i tuoi esami non possono che essere più facili dei nostri».
Così succede che una ditta, una qualsiasi società, solo per il fatto di essere in Milano o al limite in Lombardia si senta in diritto di vantare un’affidabilità e delle capacità che non ha. Parlo per esperienza personale: di queste cose ne ho viste e sofferte più d’una.

Ritorniamo a Moratti (non alla Moratti: io scrivo in italiano). Il sindaco di Milano scodella tutta una serie di numeri che dimostrano come Milano sia la locomotiva di questo paese che, a dire il vero, non sembra essere molto in movimento. E magari quei numeri sono anche veri. Esattamente come è vero che Milano è stata ripulita nelle zone, e solo in quelle, che sarebbero state visitate dagli ispettori chiamati a valutare la candidatura del capoluogo lombardo per l’Expo universale. E sempre a tal proposito Milano ha limitato il più possibile la visita del Dalai Lama, un premio Nobel per la pace, perché questo avrebbe offeso Pechino (riassunto delle puntate precedenti: il Dalai Lama è il capo spirituale del Tibet, che è stato invaso e conquistato militarmente dalla Repubblica Popolare Cinese che però dice che non è vero e che il Tibet è sempre stato loro. Il Dalai Lama per evitare di fare una brutta fine è da circa mezzo secolo che è in esilio).

Moratti continua ad elencare successi: da un lato Milano ha ridotto la spesa per la politica e si è impegnata con il Patto della Legalità, dall’altro Moratti è indagata per abuso d’ufficio in seguito ad alcuni contratti di lusso da lei assegnati. Da un lato Milano è impegnata per il verde, dall’altro permette alle auto di parcheggiare sui marciapiedi quando c’è il lavaggio strade (perché tanto la pulizia dei marciapiedi è a carico del condominio, non del comune, troppo facile miei cari milanesi). Da un lato la città lotta per l’integrazione, dall’altro è una delle zone dove la Lega è più forte e, si sa, i leghisti sono razzisti oltre a essere poco intelligenti.

Poi, per carità, non voglio fare di tutta l’erba un fascio. A Milano ci sono anche dei grandi personaggi, da Dario Fo a Stefano Belisario che però, a differenza dei Moratti e dei Tronchetti Provera di turno, si danno da fare invece di perdere tempo a strillare «Io lavoro».

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